Casa dolce casa, superare la soglia domestica ogni sera è sembrato a tutti, per molti anni, come tirare un sospiro di sollievo. Appena la porta ci si chiude alle spalle la sensazione comune è di pace, felicità, uno spazio personale che si ricrea dopo le quotidiane battaglie personali. Ma la casa è anche centro di scontri e litigi tra persone che vivono insieme e, forse per questo, sfogano le loro frustrazioni appena rientrati in ambiente domestico.
Uno studio congiunto che lega pareri di diversi sociologi e matrimonialisti afferma che lo spazio di maggiore scontro in casa è la cucina, luogo di ritrovo serale per eccellenza che, come in una tinozza che raccoglie acqua piovana, convoglia stress da lavoro, ansie da studio, capricci adolescenziali, sbalzi d'umore femminili e maschili in un minestrone pronto ad essere messo sul fuoco per bollire! Il nucleo familiare dunque si ritrova intorno al tavolo e innesca una lotta verbale fatta di osservazioni taglienti, provocazioni, lamentele vecchie e nuove che finiscono per non far digerire la cena a nessuno.
Quando poi, ad una normale cena settimanale post-lavorativa si sostituisce un pranzo domenicale o un cenone di capodanno, con le variabili parenti e amici, l’aria si fa più simile a quella presente nei grotteschi affreschi regalatici dal famigerato Fantozzi durante le sue riunioni di condominio, modello tipo “Campagna di Russia”. Un motivo in più insomma par lasciare spazio a nervosismi, risposte poco educate e vecchie accuse mai sopite.
Ovviamente i pretesti e i motivi che danno il via a questo bailame di urla e accuse velenose sono tra i più futili immaginabili: “tutte le sere sempre lo stesso minestrone”, oppure “ la tua famiglia non mi ha mai sopportato” per finire al classico “ non cucinerai mai come mia madre”; il pasto diventa dunque il centro della discussione, come se intorno ad esso ruotasse il destino della famiglia e del mondo intero.
Il 68% degli esperti afferma che le coppie litigano sempre di più, cucinando peraltro sempre meno.
La ricetta Fiaba blog:
Mentre nel nostro piccolo escogitiamo risoluzioni di pace e armistizi familiari, una valida soluzione appare essere la Wellness Cucina, manifesto che promuove un modus vivendi multisensoriale dove, oltre alla cucina, si fondono musica, design, arredamento, luci, colori e profumi. La cucina diventa dunque un centro di benessere, di rilassamento dove passare il tempo in modo appagante e pacifico, da soli o in compagnia.
E’ infatti provato che cucinare e preparare ingredienti rilassa i nervi.
Partendo dalla preparazione dell’ambiente e della tavola, dunque, la Wellness Cucina tenta di creare un’atmosfera di armonia e collaborazione nella quale ognuno ha il suo ruolo, un gioco creativo di profumi, musica e cucina che appaga e unisce.
Tutto questo, ovviamente, se riusciremo a mettere da parte la baionetta, naufraghi come siamo in questo mare tempestoso.